Sei al bar. Vuoi dire «c'è un problema con la mia ordinazione». Oppure «è buonissimo». Oppure «sono le otto». In italiano ti servono due verbi appena, esserci ed essere, e non ci pensi. In francese ti servono tre strutture diverse.

Benvenuto in una delle domande più cercate dai principianti di francese: il y a contro il est contro c'est.

Mettiamo subito in chiaro come stai messo, perché le tre non hanno lo stesso livello di difficoltà per te:

  • il y a è il tuo c'è / ci sono. Mappatura pulita, una sola trappola (l'invariabilità).
  • c'est contro il est è un confine che l'italiano non ha: tu dici è in tutti e due i casi. Qui non hai un istinto da trasferire, e non ha senso inventarsi un'analogia. Va imparata come regola.

Buona notizia: la regola c'è, ed è netta.

Il y a, «c'è / ci sono»

Serve per l'esistenza. Qualcosa esiste da qualche parte, oppure c'è una certa quantità di qualcosa. Corrisponde esattamente al tuo c'è / ci sono.

Il y a un problème. (C'è un problema.) Il y a trois pommes sur la table. (Ci sono tre mele sul tavolo.) Il y a beaucoup de monde ce soir. (C'è molta gente stasera.) Il y avait une fois… (C'era una volta…)

⚠️ La trappola numero uno per un italiano: il y a è invariabile. Non cambia mai tra singolare e plurale (il y a une chose / il y a trois choses) e non cambia per genere. Tu invece passi automaticamente da c'è a ci sono, e l'istinto ti porterà a cercare un plurale che in francese non esiste. Non c'è: resta il y a anche davanti a venti mele.

Cambia solo per tempo:

Tempo Forma
Présent il y a
Passé composé il y a eu
Imparfait il y avait
Futur simple il y aura
Conditionnel il y aurait
Subjonctif qu'il y ait

Uso extra: «fa»

il y a + durata = «fa».

Je l'ai vu il y a trois jours. (L'ho visto tre giorni fa.) Il y a longtemps que je n'ai pas mangé. (È da tanto che non mangio.)

Nota l'ordine, perché è rovesciato rispetto al tuo: tu metti fa dopo la durata, il francese mette il y a prima.

C'est, «è / questo è» + nome o aggettivo isolato

Serve per identificare o descrivere in generale, soprattutto quando segue un nome (con articolo) o un aggettivo isolato.

C'est Marie. (È Marie. / Quella è Marie.) C'est mon frère. (È mio fratello.) C'est un bon restaurant. (È un buon ristorante.) C'est délicieux. (È buonissimo., in senso generale: «tutta questa cosa è buonissima».) C'est intéressant, ce film. (È interessante, quel film.)

Ce sont per i plurali

Nel francese curato, c'est diventa ce sont quando il nome che segue è plurale:

Ce sont mes amis. (Sono i miei amici.) Ce sont des livres anciens. (Sono libri antichi.)

Nel parlato sentirai continuamente c'est mes amis. È una scorciatoia dell'orale. Nello scritto usa ce sont.

La regola: c'est = un «è» che non punta a niente di preciso

Il trucco: c'est si riferisce alla situazione nel suo insieme, non a un nome preciso già nominato. «C'est délicieux» non parla di un piatto specifico, parla di tutta l'esperienza. Lo stesso per «c'est intéressant»: l'argomento in sé, non una cosa in particolare.

Il est, «è» + aggettivo riferito a un nome preciso, oppure l'ora

Il est è il più insidioso dei tre, perché ha due usi distinti. Ed è il punto in cui la tua lingua smette di aiutarti: in italiano «È buonissimo» va bene sia se parli in generale sia se parli di quella torta lì. Il francese ti obbliga a scegliere.

Uso 1: identificare una persona o una cosa precisa con un aggettivo

Quando l'aggettivo descrive un nome preciso che hai già nominato, si usa il est / elle est, accordando genere e numero.

Tu vois ce gâteau ? Il est délicieux. (Vedi quella torta? È buonissima., il = le gâteau, maschile in francese.) Tu connais Marie ? Elle est sympa. (Conosci Marie? È simpatica.) Les enfants ? Ils sont dans le jardin. (I bambini? Sono in giardino.)

Confronta:

C'est délicieux. (È buonissimo., generico, non riferito a niente di preciso.) Ce gâteau ? Il est délicieux. (Quella torta? È buonissima., specifico.)

💡 La regola pratica: c'est + aggettivo che sta da solo. il/elle/ils/elles est/sont + aggettivo dopo che hai nominato la cosa precisa. E attenzione al genere: devi accordare con il genere francese del nome, che spesso non è quello italiano (le gâteau è maschile, la torta è femminile).

Uso 2: dire l'ora

Per l'ora dell'orologio si usa il est. Mai c'est.

Il est huit heures. (Sono le otto.) Il est midi. (È mezzogiorno.) Quelle heure est-il ? (Che ore sono?)

Qui c'è una seconda divergenza: tu dici sono le otto, al plurale, accordando con le ore. Il francese resta sempre al singolare, il est.

Ma per giorni, date e parti della giornata si passa a c'est:

C'est lundi. (È lunedì.) C'est le 14 juillet. (È il 14 luglio.) C'est le matin. (È mattina.)

Uso 3: professioni e nazionalità (la divisione c'est / il est)

Questo è quello che i principianti sbagliano di continuo. E qui, per fortuna, l'italiano torna utile: anche tu dici è medico senza articolo e è un medico con l'articolo, e la differenza di sfumatura è la stessa.

Schema Uso Esempio
Il est + professione/nazionalità senza articolo Quando enunci una qualità Il est médecin. (È medico.)
C'est + un/une + professione/nazionalità Quando presenti o identifichi C'est un médecin. (È un medico.)
C'est + un/une + professione + aggettivo Quando qualifichi C'est un bon médecin. (È un bravo medico.)

Il est français. → C'est un Français. Elle est avocate. → C'est une avocate brillante.

Lo schema: senza articolo → il est. Con articolo (un/une/le/la) → c'est.

L'albero decisionale

Quando vuoi dire «c'è» o «è» in francese, chiediti in quest'ordine:

  1. Stai dicendo che qualcosa esiste, o parlando di quantità?il y a (invariabile, anche al plurale)
  2. Stai dicendo l'ora dell'orologio?il est
  3. Stai descrivendo con un aggettivo un nome preciso già nominato?il/elle est (accordato al genere francese)
  4. Stai dichiarando una professione o nazionalità senza articolo?il/elle est
  5. Tutto il resto (identificazione, descrizione generica, «è [aggettivo]» a vuoto, giorni e date, professioni con un/une)c'est

Esempi affiancati

Italiano Sbagliato Giusto Perché
C'è un gatto in giardino. C'est un chat… Il y a un chat dans le jardin. Esistenza.
È un gatto. Il est un chat. C'est un chat. Identificazione + articolo.
È bello (il panorama). Il est beau. C'est beau. Aggettivo isolato, nessun nome preciso.
Il panorama? È bello. C'est belle. La vue ? Elle est belle. Nome preciso (la vue, femminile in francese).
Sono le tre. C'est trois heures. Il est trois heures. Ora dell'orologio.
È lunedì. Il est lundi. C'est lundi. Giorno, non ora.
È medico. Elle est une médecin. Elle est médecin. oppure C'est une médecin. Senza articolo → il/elle est. Con articolo → c'est.
C'erano molte persone. C'étaient beaucoup… Il y avait beaucoup de monde. Esistenza + quantità.

Che cosa è facile e che cosa no, per un italiano

Chi arriva dall'inglese usa «it is» per tutti questi casi e deve costruire da zero tre distinzioni.

Tu parti molto meglio su due terzi del problema: il y a è il tuo c'è / ci sono, e la differenza articolo/niente articolo con le professioni la fai già. I punti veri di attrito sono altri tre, ed è lì che conviene mettere le ripetizioni:

  1. il y a non va al plurale. Il tuo ci sono ti spinge a cercare una forma che non c'è.
  2. c'est contro il est non esiste in italiano. La tua è copre tutti e due, quindi questa scelta va costruita ex novo, senza appoggiarsi a niente.
  3. Il genere è quello francese. La vue è femminile, le gâteau è maschile: accordare sul nome italiano ti fa sbagliare.

La buona notizia: le opzioni sono solo tre, e l'albero decisionale qui sopra copre il 95% dei casi reali. Il restante 5% sono casi limite su cui non si mettono d'accordo nemmeno i madrelingua.

L'app Bonjour Verbs allena être e avoir, i verbi che reggono tutte e tre queste espressioni, in ogni tempo, con completamento di frasi che comprende scelte fra c'est / il est / il y a in contesto. Dopo abbastanza ripetizioni smetti di prendere quella sbagliata.

Coniuga être → · Coniuga avoir →